Pubblicato in: Autoproduzioni, fai da te

INCI ed etichette

Devo confidarvi che la prima cosa che facevo quando un prodotto attirava la mia attenzione era sentirne l’odore. Facevo malissimo ed ora vi spiego perché.
Il fatto che i prodotti in vendita rispondano a caratteristiche merceologiche regolamentate da apposite leggi, non ne garantisce la qualità né la sicurezza per la nostra salute e per l’ambiente. Quindi, invece di sentire il profumo dei prodotti (che è quasi sempre molto buono, quasi accattivante) ho imparato a leggere l’etichetta che riporta l’INCI (Nomenclatura Internazionale degli Ingredienti Cosmetici).
Normalmente gli ingredienti sono elencati in ordine percentuale da quello più presente a quello di cui ce n’è di meno e soprattutto sono presentati con nomi incompatibili ai comuni mortali.
Io oggi ve ne elenco un po’, ma soprattutto vi darò uno strumento per tenere sotto controllo la situazione: il biodizionario!
  • PARABENI: I parabeni, sono una composti organici utilizzati come conservanti nell’industria cosmetica, farmaceutica, e alimentare. Il rovescio della medaglia è che parabeni penetrano nella pelle e nei tessuti corporei. I nomi principali che si leggono sulle etichette si sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben, isobutylparaben, isopropylparaben.
  • SILICONI:  ovviamente non si trovano in natura, bensì derivano dal silicio. Come capiamo facilmente da alcuni usi nell’industria delle utensilerie, i siliconi sono idrorepellenti, resistono alle alte temperature ed hanno anche capacità antistatiche. Purtroppo li troviamo in molti cosmetici! e Generalmente, il loro nome termina con –thicone, -one, -ane (come il dimethicone, l’amodimethicone, il cyclomethicone, il Cyclopentasiloxane) o con –siloxane o –silanol
  • PETROLATI: come suggerisce io nome sono derivati del petrolio in forma di gelatina. Sono certa che conoscendoli non ce li vorremmo spalmare sul viso, ma a volte li troviamo nascosti proprio negli INCI di queste creme per via dell’effetto levigato che regalano alla pelle. I petrolati si riconoscono nell’INCI con questi nomi: Mineral Oil, Paraffinum Liquidum, Petrolatum, Propylene glycol, Isopropyl, Vaselina, Cera microcristallina.
  • SLES SLS: sono i tensioattivi schiumogeni, ma noi sappiamo che tanta schiuma non significa tanto pulito (ricordate quelle vecchoe pubblicità dei tempi delle nostre mamme o, per me che sono ampiamente negli “anta”, della mia adolescenza?) Ebbene, sono molto inquinanti, come il Sodium Laureth Sulfate.
  • PEG: anche questi sono di derivazione sono petrolifera (quindi molto inquinanti) e si possono trovare nei cosmetici come perché aiutano a mescolare l’acqua con quelle sostanze grasse che in natura non legherebbero.
    Si riconoscono nell’INCI con il nome di PEG.
Se ancora abbiamo dubbi leggendo l’etichetta, allora possiamo consultare il biodizionario online
È semplice ed intuitivo: bollino verde=ok, bollino giallo=attenzione, bollino rosso=meglio evitare.
Se avete domande, scrivetemi!
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Marina, maestra nell’autoproduzione

Ciao, sono Marina, ho 48 anni e sono felice di condividere con voi la mia passione per l’autoproduzione consapevole. Sono mamma di Vittorio Raul (detto VR), 10 anni.

Come mamma ho iniziato a rendermi maggiormente conto di tutti gli inganni delle pubblicità e soprattutto di tutte le sostanze nocive per noi e per l’ambiente che sono nascoste in detersivi, cosmetici e oggetti della vita quotidiana. Così ho deciso di provare e fare quel che posso: non comprare e produrre queste cose nella maniera più “innocua” possibile. Mi sono documentata nel corso degli anni ed ho sviluppato la mia passione per l’autoproduzione con materie prime a basso impatto ambientale, il più possibile ecobio e cruely free. Spero che vi piaceranno e sono sempre qui per domande e curiosità.